Benvenuti nel sito ALTRA MUSICA di Fabio Fabris

Benvenuti nel sito ALTRA MUSICA di Fabio Fabris - ALTRA MUSICA di fabio fabris

Dal 1993 Altra Musica fornisce consulenza, installazione e vendita dei migliori prodotti HI FI scegliendoli non solo per le caratteristiche sonore, ma anche per l'estetica e l'affidabilità. Nel corso degli anni lo scopo è sempre stato lo stesso!! La passione per la musica, prima di tutto, e la sua corretta riproduzione
Per questo motivo Altra Musica conserva tutte  le prove tecniche, e gli articoli di tutti i prodotti HI FI recensiti dalle riviste italiane, e molte di quelle estere, dal 1969 ad oggi, anche per riscoprire , in quest'epoca dove la parola d'ordine sembra essere "digitale", tutto il fascino e il grande suono dell'era analogica.
Set up e controllo di giradischi , bracci e testine, in particolare del famoso LINN LP 12
Riconatura altoparlanti, restauro apparecchiature d'epoca

                                                                                                                                                  

 

DA GIUGNO IL NEGOZIO SI TRASFERISCE IN VIA OSPEDALE 47 NUMERO DI TELEFONO  0413197960  CELLULARE  3283113702 .

 

 

AGGIORNATO IL il 5 giugno 2019

Nella GALLERIA FOTOGRAFICA  una sezione dedicata agli LP  Original Master e una selezione di LP dalla mia  collezione


MUSICA LIQUIDA
Il mondo dell'appassionato di musica ma soprattutto di HI FI, il cosidetto "audiofilo" è sempre stato poco propenso, e a volte a ragione, e  piuttosto dubbioso per quanto riguarda le novità tecnologiche, basta ricordare la oramai passata ( o forse no?....)  diatriba che vedeva  il suono del CD a confronto con quello dell'LP... Non poteva quindi far eccezione la “musica liquida" termine decisamente poco adatto per definire una rivoluzione in campo audio  Ovvio che non si sta parlando di una fruizione di bassa qualità, ma di sistemi, per la prima volta, che non utilizzano supporti fisici,e che permettono, tramite software ad alta definizione e adeguate apparecchiature audio, di godere la musica finalmente senza il "rumore" del supporto fisico, sia esso LP piuttosto che CD
La "musica liquida", quindi, non è "un altro formato" dopo gli innumerevoli tentativi del mercato, come DVD audio SACD DCC Minidisc ecc, ma forse come non mai, la maniera migliore, e sicuramente la più comoda, per gestire la propria raccolta musicale e ascoltarla al meglio.
Parola di "audiofilo" !!

STEREOGUIDA E LA SCALA DI BOSTON

STEREOGUIDA E LA SCALA DI BOSTON - ALTRA MUSICA di fabio fabris

Spesso mi capita di rovistare tra le centinaia di riviste di hi-fi che tengo nel magazzino del negozio (il bagno....)  Una volta erano ben catalogate , per anno e numero, ora sono accatastate più disordinatamente. Si tratta di tutte le riviste di alta fedeltà che sono uscite in Italia, dal primo numero di Stereoplay, con Raffaella Carrà in copertina, a Suono, Audiovisione del mitico Marino Mariani di bianco vestito , passando per Superstereo, Audioreview, Stereo ecc fino al recente Fedeltà del Suono  Mi sorprendo leggendo, rileggendo , riviste che erano leggibili, interessanti, certamente più piacevoli di quelle di oggi, che oramai denunciano lo scarso interesse per questa nostra bellissima passione e che tirano avanti con pessimi risultati dal punto di vista estetico e dei contenuti, con enormi ed orrende fotografie  per riempire pagine altrimenti difficilmente riempibili con le parole. Vedere le centinaia di pagine dei Suono degli  anni 70-80 e le striminzite 95 pagine quasi tutte di orrenda e volgare pubblicità e poi di nulla...fa amarezza e dispiacere soprattutto a chi, come me, ha dedicato la sua vita lavorativa in questo settore. Io e molti altri si aspettava l'uscita di Suono in edicola, ed erano settimane di lettura per le prove tecniche, sempre accurate e professionali, per i contenuti, le indagini di mercato, le recensioni dei dischi, e che dischi.....Ora una di queste riviste, quelle superstiti ( per quanto ancora? ) si legge in 15 minuti e onestamente senza alcun interesse. Ma probabilmente è così in tutti i settori.....Cercando una vecchia prova mi sono inbattuto nel primo numero di STEREOGUIDA, una rivista a tema che usciva con cadenza trimestrale, parallelamente a Suono e Stereoplay,  dell'inverno 1976-1977, era pubblicata dal gruppo Publisuono, quello di Suono e Stereoplay, appunto. Il numero uno trattava dei giradischi, essendo in quel periodo l'unica, vera, sorgente hi-fi  (come ora, del resto....) La rivista è ancora in ottimo stato di conservazione nonostante siano passati 40 anni
La rivista prende in esame i giradischi dell'epoca dividendoli per marca e prezzo e  una selezione di " prove" principalmente fotografiche dove venivano analizzati i più famosi giradischi presenti sul mercato. Ci sono anche semplici e dettagliate spiegazioni, ancora assolutamente valide , su come installare una testina sul braccio, sui  vari tipi di trazione, cinghia o direct drive, differenze tra testine MM e MC e 16 prove dall'economico lenco L 82 da 125 mila lire al costoso e lussuoso Denon 3500 F da oltre un milione di lire ( siamo nel 1977 e uno stipendio medio era di 300 mila lire mensili ) Incredibilmente in queste prove vengono analizzate le caratteristiche tecniche principali o almeno quelle che a quei tempi erano considerate tali, ovvero wow e flutter e rumble e precisione dei giri, ma mai che si parli DI COME SUONANO !!  E quelli che sulla carta, in base alle caratteristiche tecniche, praticamente tutti i trazione diretta, avrebbero dovuto essere i migliori, vennero rapidamente dimenticati, mentre altri , uno in particolare continua ad essere prodotto, che non sembravano avere prestazioni  altrettanto eccellenti, sarebbero poi risultati all'ascolto, più raffinati e ben suonanti. Quindi " che cosa" distingueva un giradischi "ben suonante " da uno con "eccellenti caratteristiche tecniche" non era chiaro a molti costruttori, che progettavano e costruivano il giradischi per...far girare i dischi. Che sembra la cosa più ovvia del mondo, ma non lo è, non lo era nel 1976 e purtroppo non lo è ancora oggi, visto che portare a spasso un disco LP a 33 giri e un terzo è la cosa più facile che deve fare un giradischi. Nella realtà le cose sono estremamente più complesse e certamente più difficili da spiegare, visto che basterebbe per un momento pensare  a quante "informazioni " ci sono all'interno di un solco di un paio di decimi di millimetro. dalle armoniche di un violino, grandi pochi micron, fino alle esplosioni strumentali della Sinfonia Fantastica, passando per le cannonate della 1812 o la chitarra di Hendrix. Quindi, semplificando il tutto, quello che distingue un giradischi da un elettrodomestico che " gira i dischi " è la sua  capacità di mettere nella condizione la testina di "estrarre informazioni " microscopiche dai solchi

Proprio perchè microscopiche, una università americana, alla metà degli anni 80, con la collaborazione della rivista The Speaker redatta dalla Boston  Audio Society, cercò di analizzare il processo di riroduzione di un disco LP , ingrandendo il tutto, con un microscopio,  circa 5000 volte, così da poter portare a dimensioni " quasi visibili"  (dal microscopio)  le informazioni più piccole, grandi , appunto, solo pochi micron. Per "vedere " queste modulazioni , però, le pareti del solco diventavano alte circa 50 cm. Si trattava, a questo punto, di "ingigantire " tutto di 5000 volte .... e così la fragile puntina in diamante  diventa alta circa 6-7 metri e il cantilever circa  15 . La testiina che è lunga 2 cm diventa grande come un grande condominio.  Il braccio di lettura, lungo dai 21 cm per i modelli da 8 pollici fino ai 30 cm dei 12 pollici, diventa lungo da 1 a 1.5 km.....la massa del braccio, circa 9 grammi e il peso di lettura di un paio di grammi diventano....potete immaginarlo.  Durante l'ascolto del vostro disco preferito la puntina sopporta tremendi cambi di direzione per via delle modulazioni, brusche accelerazioni, cambi di gravità per tentare di rimanere saldamente all'interno delle pareti del solco e lo deve fare per circa un chilometro ( la facciata di un disco dura circa 25 minuti, quindi un disco LP circa 50 minuti, per 33 giri sono circa 1650 giri, per una media di 80  cm a solco  ) la frizione dalla puntina con il solco stesso porta la temperatura dello stilo ad oltre 150 gradi  ( reali, non ingranditi di 5000 volte ! ) non per nulla è consigliabile riascoltare la stessa facciata di un disco dopo mezz'ora, se non addirittura dopo un giorno. In un semplice brano musicale ci sono enormi quantità di frequenze a differenti livelli e le pareti del solco contengono frequenze basse che letteralmente portano a spasso stilo e cantilever  e contemporaneamente ci sono frequenze e armoniche molto più piccole che devono essere lette. Le informazioni più piccole sono mediamente grandi meno  di un millesimo di millimetro !

Queste sono solo alcune delle enormi difficoltà che un giradischi deve superare , o tentare di superare, per permettervi di ascoltare i vostri dischi nella migliore maniera. Quello che a questo punto dovrebbe sembrare chiaro è che il giradischi , cioè la base del giradischi, NON può avere tolleranze di costruzione superiori a quelle delle modulazioni che lo stilo deve estrarre dal solco.  Quindi il giradischi dovrebbe, per poter ben suonare, essere un miracolo e un capolavoro di precisione meccanica e non  può ricorrere all'elettronica ( quarzo o controlli elettronici ) per tentare di correggere una eventuale scarsa qualità meccanica poichè qualsiasi sistema elettronico interviene per  correggere eventuali problemi di velocità o altro, evidentemente DOPO che l'errore è avvenuto, correggendo quindi l'errore con un ulteriore errore...

 

 

 

 

 

 

 

DIFFUSORI RUSSEL K RED 50

DIFFUSORI RUSSEL K RED 50 - ALTRA MUSICA di fabio fabris

 Russel K probabilmente non dirà nulla a molti appassionati di alta fedeltà e certamente in molti si chiederanno se era così necessario immettere nel mercato italiano un altro marchio di diffusori acustici
Sfogliando uno degli “annuari di suono “ si dovrebbe rimanere perplessi dall'enorme numero di costruttori di casse acustiche. E spesso si tratta di costruttori senza arte ne parte, improvvisati o che copiano spudoratamente questo o quell'altro marchio, a volte imitandone persino i nomi....
A ben guardare, probabilmente dei quasi 200 costruttori di diffusori hi fi, almeno due terzi potrebbero tranquillamente non esserci...
Negli anni d'oro di questa nostra passione , quando si andava nel negozio di alta fedeltà i marchi erano decisamente meno, JBL, A.R. ESB Advent Epicure, Bozak , Infinity Quad i primi che mi vengono in mente . I nomi “esoterici “ si contavano sulle dita di una mano ed erano Dahlquist, OHM , Acoustat X e pochissimi altri
Altri tempi, sotto tutti i punti di vista
Russel Kauffman ( la K ) è stato il progettista storico di Morel e B&W . E mi sembra un ottimo biglietto da visita
Ma questi diffusori sono un suo progetto personale, infatti non hanno nulla che possa in qualche maniera ricordare il marchio inglese per il quale ha lavorato
Nel sito della Russel K si possono trovare informazioni sulla filosofia di progetto ma soprattutto “dell'idea “ che sta alla base del progetto, ma andremo anche a scoprirle in questa piccola recensione
Il marchio inglese era apparso fugacemente tempo fa per mano di un altro importatore ed ora è di nuovo tra noi grazie alla competenza infinita e alla reale passione di Silvano Del Basso
Per ora il catalogo Russel K è composto da tre diffusori , le RED 50 , quella della quale ci occupiamo , le RED 100 e le RED 150, da pavimento. Esteticamente la più piccola da scaffale , la RED 50 , non fa nulla per non ricordare i soliti, classici, mini monitor inglesi, primo fra tutti la 3/5a
Il motivo per il quale si chiamano RED onestamente non lo so, ne esiste una versione con il frontale , appunto, color rosso, ma la versione in mio possesso è di una splendida finitura in vero legno noce a poro aperto. Il costruttore dice con molta onestà che i diffusori sono realizzati in Europa , certamente in un paese dell'est per ovvie questioni di costi di mano d'opera
Il cabinet è in MDF da 16 mm di spessore e il frontale da 19 mm, completamente senza materiale assorbente !! Il tweeter è un cupola morbida da 25 mm e il woofer un 13 cm in carta trattata e sospensione in gomma. Il cross-over utilizza componenti della più elevata qualità e gli altoparlanti
hanno un solo componente nel percorso del segnale. Posteriormente ottimi connettori che accettano praticamente tutto, bananine 4 mm, filo spellato di grossa sezione e forcelle e il reflex ( che poi un reflex non è )
Il progetto ricorda sotto alcuni punti di vista un diffusore che Silvano e io presentammo alla mostra
Gran Galà dell'Alta fedeltà l'altr'anno a Limena , i fantastici Harmonix Encore, anch'essi senza alcun materiale assorbente all'interno.
Gli altoparlanti sono fissati al mobile senza alcuna guarnizione proprio per permettere ai drivers di trasmettere la massima energia al mobile che a questo punto invece di “cancellare “ l'emissione posteriore del woofer, la utilizza per “accordare “il diffusore.
In realtà l’interno del diffusore non è esattamente vuoto, ma è diviso da un pannello, parallelo al frontale, che funge da divisorio e rinforzo,con molti piccoli fori, che permettono quindi all’emissione del woofer di essere controllata ed uscire dal reflex posteriore
Complessivamente il diffusore si presenta con una veste estremamente rassicurante, assolutamente classica ma indubbiamente capace di infondere una sorta di aspettativa di eccellente suono.
Come non mi stancherò mai di ripetere che non si può giudicare un qualsiasi oggetto inserito in una catena di riproduzione senza considerare che il risultato finale dipende da tantissimi fattori, spesso di combinazioni casuali, e a volte ,anzi praticamente quasi sempre , non significa che “più costoso è e meglio suona “
Bisogna dire fin da subito che le Russel K non sono affatto così esigenti ( il che non vuol dire che non lo sono ) e che riescono a suonare molto bene anche con sorgenti e amplificatori di non elevato prezzo. Molto importante invece , sembra, il posizionamento . Piedistalli stabili ma non pesanti, anzi , e se possibile , adeguata distanza dal muro di fondo, 60-70 cm vanno bene ma soprattutto dai muri laterali. Inutile quindi fare il solito elenco di apparecchi che le hanno accompagnate e fatte suonare durante vari bollenti pomeriggi di questa estate. Le sorgenti sono sempre le solite, giradischi Linn,
Rega e Klimo, lettore CD Naim e Creek e musica liquida con Dac Hegel
Che non siano le solite casse ( diciamocelo sinceramente, molto spesso tantissime casse anche di prezzo dimensioni aspetto diverso hanno sempre lo stesso medesimo suono ) lo si sente subito.
Semplicemente sembra di non ascoltare una coppia di diffusori.
Come facciano a “sparire “ in questa maniera io onestamente non lo so, sta di fatto che ascoltando della musica con gli occhi chiusi è praticamente impossibile localizzare i diffusori, il fronte è talmente ampio in larghezza, altezza e profondità da rimanere sorpresi. Il dettaglio in gamma alta è simile a quello di una coppia di diffusori elettrostatici, se vogliamo dargli un colore direi un azzurro chiaro, la gamma media , straordinaria. Quello che lascia disorientati è appunto l'effetto tridimensionale della scena. Un disco che spesso uso per evidenziare le caratteristiche o i limiti di un componente audio è Clouds without water del gruppo ZOAR . Il disco, molto particolare, ha un paio di brani cantati da Brendan Perry dei Dead Can Dance. Non so come facciano certi “recensori” delle nostrane riviste a descrivere quelle che sono così personali sensazioni, dei momenti non ripetibili, delle condizioni che poi non sono quelle di un reale utilizzo casalingo, con altri componenti, in altri ambienti, in diverse condizioni mentali ecc . Quando scrivono di bassi profondi o di alti taglienti, o di medi radiografanti. Io non lo so. So solo che ho Brendan Perry qui davanti, alto un metro e 80, che dietro a lui c'è uno spazio enorme, la voce è profonda , evocativa ,sola, capace di cullare i sensi , un mix tra Frank Sinatra e Jim Morrison e gli effetti musicali sono decisamente ai lati e quasi dietro l'ascoltatore.
In particolare il penultimo brano, Wakeworld, realmente difficilissimo da riprodurre, soprattutto alla fine, con percussioni e delle campane oltre ad un crescendo da mettere a dura prova amplificatori, diffusori e... timpani. Ebbene, l'ampli HEGEL non è certo dotato del Dolby Atmos, eppure le campane sono assolutamente davanti , ai lati e SOPRA alla mia testa. Intendo proprio sopra....
Anastasis dei Dead Can Dance, nono disco del gruppo formato da Perry e da Lisa Gerrard regala momenti musicali raffinatissimi ed emozionanti , ritornando alle connotazioni mistico-arabeggianti dei loro precedenti lavori come il meraviglioso Into the Labyrinth . Il brano KIKO termina con un assolo di Brendan Perry che lascia col fiato sospeso. Con le Russel K non si può parlare di bassi o alti,al limite ci si chiede come possa un woofer da 13 cm ottenere frequenze cosi profonde ed articolate ,ma di pelle d'oca, di reale, genuino coinvolgimento emotivo.
Indipendentemente dal genere (,Steven Wilson Raider 2 live, 24 minuti di musica progressive che spazia dai King Crimson ai Nucleus) il risultato è sempre sorprendente per pulizia e trasparenza. La dinamica è corretta e mai esplosiva, i pianissimi rimangono comunque ricchi di dettagli e le grandi masse orchestrali non si scompongono mai, neppure a volumi elevati ( compatibilmente con le dimensioni,ovviamente ) Scrivevo all’inizio che le Russel non sono particolarmente esigenti, ma si tratta di trovare una sorta di equilibrio tra potenza,non troppa non troppo poca e qualità, non un transistor che suona da valvola e non una valvola che suoni da transistor. Era del resto lo stesso problema che si aveva con le LS3/5a , poca potenza e non rendevano,troppa le snaturava.
Il prezzo,1290 euro per la versione walnut ,le pone al centro di una agguerritissima concorrenza, capace di una costante pubblicità sulle riviste di settore,o di apparenti soluzioni tecnologiche , materiali innovativi o design sofisticati. Per questi motivi, ed altri che non staremo qui ad approfondire, le Russel K sono diffusori non per tutti, non per chi ascolta il suono dell’impianto o si diverte a cambiare e scambiare componenti ogni 15 giorni . Chi ha una coppia di LS 3/5a lo sa bene
Forse il segreto di questi diffusori è proprio nella apparente semplicità del progetto
E nell'esperienza del suo progettista che sembra prendere le distanze dai tanti diffusori supertecnologici dai materiali aerospaziali, pesantissimi, ipercostosi, ma spesso senza anima, senza vita. Le Russel K aprono un nuovo capitolo, forse quello che permetterà di riavvicinare le persone all'ascolto della musica seriamente e con passione. Per quanto mi riguarda l'invito è quello di ascoltarle, immagino già l'espressione di stupore

ALTRA MUSICA di fabio fabris

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LINN LP12 SET UP

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